Opposizioni, è una mia foto esposta fino al 13 Dicembre 2009 a Lucca (Corte dell'Angelo, Saletta della Consulta), in occasione della 3a COLLETTIVA "SCATTI DAL WEB" promosso dal Circolo Fotografico Micromosso
(per informazioni www.micromosso.com )
"Fotografo quello che non voglio dipingere.
Dipingo quello che non può essere fotografato.
Fotografo il visibile.
Dipingo l'invisibile."
[Man Ray]

L'Autunno per me è da sempre fonte di ricerca sia fotografica che emotiva-sensoriale. Una stagione che con la sua malinconia descrive forse più di altre il passare degli eventi, una stagione che preannuncia la fine ma che fa comunque sperare con i suoi travolgenti, vitali colori che il ciclo della natura è affascinante e bello in tutte le sue sfaccettature. "Come Foglie in Autunno" rappresenta questa mia ricerca di speranza e colore in questa malinconica stagione, dove si incontrano la complementarietà dei colori, come in questo scatto il verde e il rosso, in modo tale che il nostro sguardo possa essere piacevolmente appagato dalla presenza rassicurante dei colori che si completano l'uno con l'altro.
Un istante prima di adesso
dedicato ad Alda Merini
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maida alle ore 22:58 |
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"Non sono i popoli a dover aver paura dei propri governi, ma sono i governi che devono aver paura dei propri popoli"
Thomas Jefferson, terzo Presidente degli Stati Uniti d'America
Ho appena finito di leggere: Noi, i ragazzi dello Zoo di Berlino di Christiane F.
Un libro, documento verità, che ti stravolge che ti entra dentro come un pugno nello stomaco.
Dovrebbero leggerlo tutti. Specialmente chi è genitore.
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maida alle ore 11:39 |
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Vorrei prendere la mia macchina e farmi rapire da quel senso di ebbrezza che mi prende ogni volta.
Vorrei prendere la mia macchina e sentire quel momento di dolce euforia che mi aiuta a rapire attimi di senso dalla realtà.
Vorrei fotografare, ma non riesco, mi sento troppo svuotata.
"Cercare, ricevere e diffondere con qualsiasi mezzo di espressione, senza considerazioni di frontiere, le informazioni e le idee", come vuole la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo del 1948.
Firmate per la libertà di stampa.
temi.repubblica.it/repubblica-appello/
Un ricordo
Il tempo passa e lascia frammenti.
La vita scorre davanti ai nostri occhi e cosa rimane?
Quello che rimane è ora un dolcissimo malinconico ricordo.
Parole
Da sole
Insieme
Insieme
Insieme
Non riesco a dormire, i pensieri sono davvero troppi..
Cercherò di fare un po' d'ordine ma non credo sarà facile.
06/06/2008
Oggi ho messo gli stivali
Piove
non ho potuto evitare di farlo
Mettermi gli stivali per non sentire
la pioggia
sulla pelle
sulla faccia
Ho messo gli stivali per proteggermi
Il freddo da fuori arriva dentro
o è da dentro che arriva fuori?
Guardo un cielo amico
piove e non faccio altro
che bagnare il mio volto
Piove e ho messo gli stivali
........................................ L ' A Q U I L A ................................................................
Ora sono solo puntini di sospensione. Tra me e il passato.
Tra me e la bellissima L'Aquila.
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Chiudo gli occhi e cerco di vederla.
La trovo e ricordo la sua incantevole bellezza.
Di città storica e culturale che ti guarda mentre tu passi,
mentre la guardi, mentre non la guardi.
Le montagne.
I sorrisi della gente... la gioia dell'aria della neve.
Dove fa più freddo ci si stringe di più tra il calore delle persone.
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Dove sei ora?!?
Nella memoria? Nel futuro?
No, sei nella realtà.
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Fatta di uomini e donne. Di giovani e bambini. Di gioia e sacrifici.
Di speranza e fiducia.
Mai più dolore. Mai più.
..............................................................................................................................
L'Aquila è nel cuore.
Nel cuore.
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maida alle ore 21:30 |
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Il TRAVAGLIO italiano...
Eppure basta poco.
Parole vere, fatti reali, detti senza mezze misure.
La verità.
E' possibile poter smuovere le coscienze con questo?
Penso proprio di sì.
E' possibile poter smuovere gli italiani con questo?
Penso proprio di no.
Perché, nonostante questo stiamo tutti a guardare,
ad aspettare che avvenga il miracolo.
Ma il problema dell'italiano medio è proprio far muovere il suo beneamato posteriore.
Ed è per questo che il miracolo difficilmente potrà mai avvenire.
IL CINEMA NEL SUO RAPPORTO CON LO SPETTATORE Leggi ancora...
Un articolo, il primo di una serie, davvero interessante riguardo i meccanismi e le dinamiche dei processi di identificazione che si hanno nel cinema, redatto da Elisa Ignazzi.
(Un giorno migliore?)
So che verrà
so che ci sarà
è qualcosa che sento
ma non vedo
so che ci sarà
perché non posso credere
che sarà per sempre così
so che verrà
perché è così
che dovrà essere
"Agitatevi perché avremo bisogno di tutto il vostro entusiasmo.
Organizzatevi perché avremo bisogno di tutta la vostra forza. Studiate
perché avremo bisogno di tutta la vostra intelligenza".
Antonio Gramsci
Piero Calamandrei - discorso pronunciato al III Congresso in difesa della Scuola nazionale a Roma l'11 febbraio 1950
Ci siano pure scuole di partito o scuole di chiesa. Ma lo Stato le deve sorvegliare, le deve regolare; le deve tenere nei loro limiti e deve riuscire a far meglio di loro. La scuola di Stato, insomma, deve essere una garanzia, perché non si scivoli in quello che sarebbe la fine della scuola e forse la fine della democrazia e della libertà, cioè nella scuola di partito.
Come si fa a istituire in un paese la scuola di partito? Si può fare in due modi. Uno è quello del totalitarismo aperto, confessato. Lo abbiamo esperimentato, ahimè. Credo che tutti qui ve ne ricordiate, quantunque molta gente non se ne ricordi più. Lo abbiamo sperimentato sotto il fascismo. Tutte le scuole diventano scuole di Stato: la scuola privata non è più permessa, ma lo Stato diventa un partito e quindi tutte le scuole sono scuole di Stato, ma per questo sono anche scuole di partito. Ma c'è un'altra forma per arrivare a trasformare la scuola di Stato in scuola di partito o di setta. Il totalitarismo subdolo, indiretto, torpido, come certe polmoniti torpide che vengono senza febbre, ma che sono pericolosissime... Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada (è tutta un'ipotesi teorica, intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di privilegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole, perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili, si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola privilegiata. Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare la prevalenza alle sue scuole private. Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico"
tratto da http://www.19luglio1992.com/index.php?option=com_content&view=article&id=662
"Perché la protesta diventa una questione di partito, di sinistra e di destra,ma i miei pensieri non sono né rossi né neri. I miei pensieri hanno le sfumature di Monet, i miei pensieri hanno l'intensità di Tiziano, i miei pensieri hanno la forza di van Gogh"
Un pensiero molto bello e profondamente vivo e reale, letto su http://nunveregghepiu.splinder.com/
Ecco l'istruzione italiana.
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maida alle ore 14:13 |
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